Alla scoperta del Konavle e delle sue delizie, tra mare e agriturismi in un ambiente familiare ed estraneo al tempo stesso. Laura ci racconta le peculiarità e i posti da vedere in questa zona della Croazia ancora non invasa dal turismo di massa.

Finalmente dopo tanti anni riesco ad andare dove avevo sempre desiderato: dieci anni prima viaggiavo con altre nove persone e la deviazione verso Dubrovnik era stata messa ai voti e bocciata, quindi mi ero ritrovata felicemente piastrata sullo scoglio di Vrboska, ma a vedere la città vecchia, appena ricostruita dopo i bombardamenti, non c’ero andata.
Sono cose che rimangono sullo stomaco, ci ripensavo ogni volta che qualcuno nominava quel posto, ci pensavo ogni volta che guardavo Game of Thrones.

Ecco: quest’anno a settembre io e il consorte ci siamo andati, ci siamo rimasti mezza giornata e poi siamo fuggiti.

Intendiamoci: Dubrovnik è bellissima, tutta.

Ma ogni giorno, poco prima dell’ora di pranzo, arriva almeno una nave da crociera, rovescia in centro circa mille persone apparentemente incapaci di badare a loro stesse o semplicemente di camminare in linea retta. Quindi, fino a metà pomeriggio, si riesce ad avanzare solo sgomitando o facendo la fila per qualsiasi cosa. Per noi (io e l’Uomo) è stato subito un grandissimo NO e ce la siamo data a gambe, dopo aver lasciato alla cassa del parcheggio 12 (dodici!) euro per quattro ore di sosta.

Dopo quattro giorni in Bosnia, a Mostar e Sarajevo, dove abbiamo lasciato il cuore, decidiamo di tornare verso il mare, a sud, più a sud che possiamo. Guardo la cartina e il posto di mare più a sud della Croazia è Molunat, guardo Airbnb e ci sono pure case libere: deciso.

In macchina, quasi al confine, prenotiamo e ci dirigiamo giù, fino in fondo a quello che poi impareremo a conoscere come Konavle, terra strana, rigogliosa, con un che di sinistro e familiare, paesaggi incredibili e sorprese continue.

Konavle da Sokol Grad
Konavle da Sokol Grad

Alla scoperta del Konavle

Magari qualcuno mi dirà che in Konavle oggigiorno ci vanno cani e porci, ma giuro che la Lonely gli dedica solo un trafiletto, tra l’altro utilissimo, a mo’ di curiosità e dato che noi siamo anziani viaggiamo ancora con la Lonely.

Insomma: dopo Dubrovnik la Croazia diventa una striscia di terra sottile sottile, tra il mare e le montagne vicinissime alla costa, poi, all’altezza di Cavtat (Ragusa Vecchia) e dell’aeroporto, si allarga di nuovo, le montagne si allontanano un po’ dalla costa alta e rocciosa e si apre una vallata verdissima, con villaggi sul fianco delle montagne a sinistra e sulle alture sopra le scogliere a destra.
In mezzo ci sono campi, corsi d’acqua, vigne, tanto verde e tanti, tanti, cipressi. Ecco, da noi gli alberi pinzuti li trovi nei viali, o ben posizionati in Val d’Orcia per fargli le foto dalle piazzole della superstrada. Qui ce ne sono un fottío, ovunque, danno alla vallata quel colore verde scuro e quella linea a righe verticali che ti fa l’effetto straniante di un posto familiare, ma diverso.

A due chilometri dal confine con il Montenegro, lasciamo la statale a andiamo a destra, verso il mare; dopo quasi sei o sette chilometri immersi nel verde verticale dei cipressi, ci ritroviamo su una cresta con davanti un piccolo promontorio e sui due lati, abbastanza in basso, il mare diviso in due baie, una scoscesa e selvatica e una dolce e dotata di case, porticciolo e minimarket: benvenuti a Molunat.

Molunat la mattina, vista verso la baia
Molunat la mattina, vista verso la baia dagli scoglio sotto casa (si vede un pezzo della scaletta per fare il bagno a sinistra)

Non so come sia Molunat in alta stagione, ma a settembre è popolata da gente del posto,  pensionati polacchi, montenegrini, ragazzi tedeschi in campeggio e solo qualche sparuto italiano. Un paradiso, insomma.
La discesa a mare è direttamente dal portico davanti a casa, il proprietario se vuoi ti porta all’isolotto di fronte per poi passarti a riprendere quando torna dalla giornata di pesca. Insomma, a noi è piaciuto un sacco: la mattina ci svegliavamo, facevamo un bagnetto, poi partivamo per esplorare la zona.

Escursioni nei dintorni

Le nostre esplorazioni giornaliere ci hanno portati in Montenegro, per una gita alla Baia di Kotor, e poi a Cavtat (che si pronuncia Tzàftat, più o meno), che ha un borgo delizioso, un lungomare sciccoso, ottimi ristoranti e bar, ma non siamo stati capaci di trovare un gelato decente.
Un difetto doveva avercelo, no?

Cavtat
Cavtat

Una volta ricaricate le pile a Molunat, abbiamo iniziato a esplorare il mare del Konavle. La costa è alta, ci sono scogliere dorate, con i paesi tutti un po’ indietro rispetto al mare, di solito a diverse centinaia di metri dalla costa, ma tutti con la loro discesa a mare, spesso con gradoni scolpiti nella roccia, altre volte con sentieri che si snodano fino agli scogli.

Plaža (spiaggia) Pasjača
Plaža (spiaggia) Pasjača

Generalmente le discese a mare sono suggestive, ma comode: insomma le fai anche in infradito con un po’ di attenzione. La cosa bella è che verso le cinque del pomeriggio iniziano ad arrivare quelli del posto, e questo ti fa sentire un po’ meno turista, è un po’ come la storia dei ristoranti che se ci vedi fermi i camionisti allora si mangia bene. Più o meno.

Il sentiero per arrivare alla spiaggia Pasjača
Il sentiero per arrivare alla spiaggia Pasjača

Il giro al castello di Sokol  è uno dei giri da “turisti medi” che ci siamo concessi, ma merita. È in cima a uno sperone di roccia che domina la valle, vicino al passo montano che segna l’attuale confine con la Bosnia. Si vede un panorama spettacolare della vallata del Konavle e si respira un’aria particolare, ti viene quasi il sospetto che qualcuno stia per darti una spintarella per buttarti giù dalla Porta della Luna, GoT style. Se ti capita di passare da quelle parti vacci, per noi è stato amore.

Sokol Grad, panorama verso il confine con il Montenegro.
Sokol Grad, panorama verso il confine con il Montenegro.

La generosità degli abitanti

Avremmo voluto fermarci a Molunat qualche giorno in più, ma il nostro appartamento era già stato prenotato per il resto della settimana da una coppia di pensionati montenegrini. Noi siamo stati molto meno previdenti e abbiamo sempre prenotato tutte le tappe del viaggio solo il giorno prima, quindi ci è toccato un trasloco.

Molunat al tramonto. Ciao mare.
Molunat al tramonto. Ciao mare.

Anche in questo caso abbiamo trovato un’altra casetta, proprio all’incrocio dove si lascia la statale per prendere la strada per Molunat e ci siamo sistemati lì per gli ultimi quattro giorni. Abbiamo alloggiato nella vecchia rimessa in pietra, rimodernata così bene che sembrava uscita da Pinterest, con le finestre che danno sulla vallata, la montagna di fronte, i fichi d’india. Il padre della nostra ospite  la mattina ci dava il buongiorno offrendoci la rakija (la grappa locale, alle otto di mattina. Già, alle otto.) e ci raccontava della situazione economica della Dalmazia del sud, delle difficoltà lavorative e scolastiche dei figli e della seccante situazione del raccolto di patate, piagato da una misteriosa malattia.

Panorama dal muretto​ di casa mentre cercavo il segnale del WiFi (la casa è sulla destra mentre davanti c'è il confine con la Bosnia e il valico per arrivarci)
Panorama dal muretto​ di casa mentre cercavo il segnale del WiFi (la casa è sulla destra mentre davanti c’è il confine con la Bosnia e il valico per arrivarci)

Lui e l’Uomo passavano almeno una mezz’ora buona a parlare della potatura degli ulivi, della situazione dell’ex Jugoslavia, delle pensioni e di quanto costa vivere in Italia, il tutto mentre io con il tablet cercavo il segnale del wifi di casa loro e la moglie ci portava sorridente cassette di verdura dell’orto e bottiglie di vino.

L'attento esame dei tuberi
L’attento esame dei tuberi

Insomma non ce ne saremmo andati via mai.

Conclusioni sul Konavle

In Konavle abbiamo trovato un posto familiare, ma nuovo, gente ospitale, interessante e vera. Il tipo di turismo, oltre ai pensionati, ci è sembrato appartenere a ogni fascia d’età, non troppo amante del rumore. Ogni paesino è pieno di agriturismi, fanno vino, olio, e in molti casi hanno un’aria che sa vagamente di Toscana, ma con più semplicità.

Panorama con cipressi e la strada che porta a Sokol Grad

Abbiamo mangiato benissimo, quasi niente pizza-cevapcici-calamarisurgelatifritti (un po’ l’equivalente locale del nostro cibo da fast-food), ma agnello cotto sotto la campana, calamari veri e, in generale, tutto fatto con molta cura. Il gelato buono è rimasto un miraggio, ma il ritorno a casa era davvero vicino e siamo riusciti a sopravvivere a questa grave mancanza.

E comunque, pare che da quelle parti la rakija alle otto di mattina sia la colazione dei campioni.

Panorama da Sokol Grad
Panorama da Sokol Grad

Consigliato a:

  • Cacciatori di relax
  • Coltivatori di rapporti umani
  • Amanti della natura
  • Esploratori della domenica
  • Appassionati di mare variegato
  • Cavalieri della forchetta

Informazioni:

  • Visita il sito del Konavle Tourist Board.
  • Costo della vita: medio. Meglio di Dubrovnik, ma meno a buon mercato rispetto ad altre zone della Croazia.
  • Come arrivare: In auto percorrete la statale adriatica che va dalla Dalmazia al Montenegro. Il Konavle inizia a 30 minuti da Dubrovnik e si attraversa in altri 30 minuti andando verso il confine con il Montenegro. È a 3 ore da Spalato.
    È anche possibile arrivare in autobus da Dubrovnik, in aereo (l’aeroporto di Dubrovnik è in Konavle) o in barca fino a Cavtat (servizio taxi e gite di un giorno) sempre da Dubrovnik.
    I sentieri sono adatti a tutti e c’è un ottimo sistema di percorsi ciclabili per esplorare tutta la zona, incluse le scogliere e le piccole baie.
  • Note: Nella zona a sud il centro abitato principale è Gruda: anche se ogni villaggio ha il suo minimarket, qui trovate l’ufficio postale, l’edicola, bar e ristoranti e l’unico bancomat nel raggio di diversi km, oltre a una Konoba spettacolare.
    Il panorama su tutta la valle si può ammirare da diversi punti: i migliori sono Sokol Grad e le alture alle spalle di Cavtat.
Laura è di Perugia e ha vissuto a Brighton, Reykjavik e Bologna. Da qualche anno è tornata in Umbria e da lì vende i suoi gioelli artigianali in tutto il mondo.