“E tu che volevi andare in una città straniera! Qui è un po’ come se fossimo andate all’estero”, mi dice mia madre, dopo i primi giorni a Sirmione. In effetti l’impressione è di essere fra i pochi italiani in un mare – anzi in un lago –  di tedeschi, austriaci, inglesi, francesi, oltre che di gente di nazionalità non meglio identificate. Gli stranieri apprezzano una vacanza estiva al lago molto più di quanto non facciamo noi italiani, che pure abbiamo a disposizione delle località sul lago magnifiche.

È la prima vacanza della mia vita che faccio sola con mia madre: stiamo attraversando un periodo molto difficile e abbiamo scelto Sirmione per cercare un po’ di tranquillità. E nonostante d’estate sia presa d’assalto dai turisti, è assolutamente possibile trascorrerci qualche giorno di vacanza in pace, fra bagni nel lago, trattamenti alle terme e incursioni nella storia locale.

A soli 50 minuti di treno da Milano – la stazione a cui scendere è quella di Desenzano del Garda – si prende poi un autobus diretto a Verona, che nel periodo estivo ci mette un po’ di più di quanto dichiarato sulla carta, se si considera anche il non dichiarato trasbordo sul bus navetta che percorre avanti e indietro la sola penisola di Sirmione. Ma venirci in automobile per restarci qualche giorno è particolarmente dispendioso, visto che la si lascerebbe in sosta in uno dei costosi parcheggi a pagamento appena fuori dal centro: il cuore di Sirmione, infatti, è solo pedonale.

Sirmione è un’incredibile penisola che si immette nel Lago di Garda dalla sua sponda sud: cercatela su Google Maps impostando la vista dal satellite, perché quasi non ci si crede.
Un unico viale alberato la attraversa fino al centro, dove le macchine si fermano e un ponte conduce alla parte più caratteristica del paese. Questa parte forma una piccola isola, introdotta dalla celebre Rocca Scaligera, con un groviglio di viette piene di negozi e ristoranti, oggi un tipico borgo italiano votato al turismo. A vederla dall’acqua o da una certa distanza, questa isola nella penisola si staglia più in alto con le sue fila di cipressi, la sagoma della torre della Rocca a condire il tutto col suo tocco medievale.

Sirmione, vista dall'alto
Vista dall’alto

Ma torniamo all’inizio della penisola e percorriamola tutta per scoprire cosa c’è da fare e da vedere.

La prima parte è una striscia di terra stretta e piatta percorsa praticamente da un unico viale: ci si affaccia a sinistra e si guarda la sponda lombarda del lago di Garda, con Desenzano, Lido di Lonato, Padenghe. Poi basta attraversare la strada per guardare la sponda veneta e quindi Peschiera, Lazise, Bardolino, Garda.

Già il viale alberato principale ti fa capire che Sirmione è una località per “gente di un certo livello”: tutto un susseguirsi di hotel eleganti e ville che ciao povery. Qui c’è il nostro hotel, nel quale davvero siamo le uniche italiane, se si escludono i gestori e il personale. E la cosa non ci dispiace affatto.

A lato dell’hotel c’è una villa che ha attratto la mia attenzione fin da subito: passandoci davanti una mattina si è improvvisamente aperto un cancello quel tanto che basta per svelare all’interno un elicottero parcheggiato e una guardia armata. A chi apparterrà questa villa? Il mistero verrà svelato a fine vacanza e alla fine di questo post?

La villa misteriosa
La villa misteriosa

Generalmente questi hotel e queste ville hanno spazi all’aperto molto curati, giardini, aree relax, immancabili piscine. Il nostro ha il plus di una piccola spiaggia privata di sassi bianchi direttamente sul lago, con un romantico pontile in legno a lato di un canneto, dove ci rifugiamo per qualche ora ogni giorno a leggere al riparo di un’ombrellone a righe arancioni, perché il sole, in questo inizio agosto 2017, non perdona.

Diciamocelo, il bagno in questa prima parte di lago è per bagnanti non troppo esigenti: l’acqua è calda e tranquilla, assolutamente troppo bassa per concedersi una nuotata e davvero non si vorrebbero mai mettere i piedi a terra in quella sorta di melma lacustre sconosciuta. Gli ospiti stranieri si tuffano in piscina, mentre noi optiamo comunque per il bagno con i germani reali che, dopo una certa ora, quando le acque si fanno più tranquille, escono dai canneti e si fanno i loro giri. Sulla bellezza delle acque del lago però mi sono ricreduta, basta spostarsi di poco: un po’ di pazienza e ci arrivo.

Pontile sul lago di Garda
Pontile sul lago di Garda

All’orizzonte della spiaggia ci sono barche che – anche quelle – ciao povery. E poi canoisti, diportisti, paddle surfisti e coppie con cani su pedalò.

A condire il mistero della blindatissima villa accanto all’hotel, un pomeriggio, da una di queste barche, è partito un drone che si è minacciosamente fermato proprio sopra la nostra spiaggetta, come a spiarci a favore di qualcuno che ci osserva a distanza, da sopra uno degli yacht. Vi confesso che avrei volentieri colpito con un sasso questo giocattolo volante per come mi ha fatta sentire inerme e per la paura irrazionale che si mettesse improvvisamente a sparare alla cieca. Meanwhile, nella Villa… l’elicottero del nostro vicino ogni tanto si alza in volo: lo immagino, dopo il weekend, ritornare a casa con il suo elicottero per andare al lavoro, come io prendo il treno o la metro.

Sirmione, la Rocca Scaligera
La Rocca Scaligera

Tornando con i piedi sulla terra, alla fine del viale alberato dove si trovano ville e alberghi, si arriva in centro e, passato il ponte, si può decidere di visitare subito la Rocca Scaligera (XIII secolo): bisogna mettere in conto un’ora di visita e ricordarsi che si può fare il biglietto cumulativo “Rocca + Grotte di Catullo”. Si passeggia sui camminamenti di ronda esterni e si sale sulla torre merlata dalla quale si può godere di una vista panoramica a 360 gradi.

Particolarmente d’impatto è la darsena, l’ultima area della Rocca, aggiunta nel XV secolo dai veneziani, che si può vedere bene non solo dalla scala principale che va alla torre, ma anche salendo da una seconda scala che conduce proprio sopra la darsena stessa e che non tutti vedono perché meno segnalata (dal cortile andate dritti e seguite le indicazioni per il bagno…). Sulle mura merlate tanti gabbiani appollaiati a fare la guardia contro le invasioni di eserciti nemici. O, chissà, contro elicotteri e droni.

Rocca Scaligera, camminamenti con vedette
Rocca Scaligera, camminamenti con vedette

Usciti dalla Rocca ci si immette nel dedalo di viuzze con negozi e ristoranti. Evitate quelli sulle piazze principali e scegliete piuttosto quelli con piccole corti interne o quelli affacciati direttamente sul lago. Da segnalare le mille gelaterie che producono coni gelato di dimensioni mai viste, a mio parere trappole per turisti, che non so come possano ingurgitare tanto gelato fra un pasto e l’altro. Qui in centro, verificate se c’è qualcosa di interessante da vedere a Palazzo Callas Exhibition: noi ci abbiamo visto una bella mostra fotografica dedicata proprio a Sirmione.

Fate una deviazione dal percorso principale e girate a destra sulla via Antiche Mura: arriverete ad una passeggiata lungo il lago che conduce ad una prima spiaggia, il Lido delle Bionde. Un leggero sentore di uova marce vi annuncia il punto dove sgorga l’acqua termale pubblica; qualcuno ha pensato bene di scrivere “Terme dei Poveri” sul muro della stazione di pompaggio dell’acqua.

È un luogo ideale per il birdwatching, se ci capite qualcosa di pennuti lacustri: si cammina su tubazioni cementate nell’acqua bassa per avvicinarsi agli uccelli acquatici che si bagnano le zampe nell’attesa di pescare qualcosa o di spiccare un volo radente al filo dell’acqua.

Lido delle Bionde, birdwatching
Lido delle Bionde, birdwatching

Se invece ad interessarvi sono le terme dei ricchi, basta tornare sulla via principale e, appena usciti dal centro, le incontrate sulla sinistra. Noi, per 58€, abbiamo prenotato un ingresso di tre ore più un trattamento di mezz’ora – io ho preso un massaggio schiena e collo per provare ad allontanare almeno per un po’ le tensioni accumulate.

Le terme sono uno dei motivi principali per cui storicamente si viene a Sirmione: ci si trova quello che c’è in tutti gli impianti termali, ma vi segnalo in particolare la vasca di acqua fredda (che sembra) a filo acqua del lago, e la sauna finlandese esterna con una vetrata affacciata su una splendida vista. La ragazza che mi fa il massaggio ci tiene a dirmi che di recente sono stati qui Angela Merkel e Paolo Bonolis e io non posso fare a meno di immaginarli insieme ad aggirarsi in accappatoio bianco e ciabatte.

Lasciandovi le terme alle spalle, si arriva alla zona che preferisco, un’area residenziale più tranquilla, immersa nel verde, mediterranea fuori posto, con ulivi, grilli e cicale. Fra queste stradine si riscopre il silenzio, dopo la vivacità del centro, e si intravedono qualche hotel e qualche villa ancora più esclusivi e immersi nel verde. Un cinque stelle in una dimora storica con ingresso da grande villa classica. La Villa di Maria Callas, dove la diva soggiornava col marito italiano – ora suddivisa in più appartamenti di pregio. E poi lei, la Villa Paradiso, una dimora del 1934 opera di Giovanni Muzio, oggi un bed&breakfast, dove, se avessi trovato posto, mi sarebbe piaciuto alloggiare. Ha all’esterno un portico ad archi che si raggiunge dopo un viale in pietra immerso nel giardino con fiori a profusione e negli interni arredi originali anni ’30 in bambù e tessuti fiorati, che però ho potuto ammirare solo sul sito, non avendo trovato il coraggio – o superato la pigrizia – per chiedere di visitarla.

Già che siete arrivati fin qui, salite ancora qualche passo per arrivare alla piccola chiesa di San Pietro in Mavino, punto più alto del percorso.

Da qui è tutta discesa verso le Grotte di Catullo, i resti di una villa romana del I secolo a.C., che dominano la punta dell’isola-penisola di Sirmione, in una posizione privilegiata che domina il lago. Che poi, intendiamoci, non sono grotte ma rovine e Catullo non c’entra nulla; per la serie, nomi che traggono in inganno.

Grotte di Catullo
Grotte di Catullo

Meglio arrivarci la mattina presto per evitare il caldo (se è estate) e le numerose genti; considerate almeno un’ora e mezza per la visita, di più se, come me, vi trasformate in giapponesi quando c’è qualcosa di bello da fotografare, o se siete topi da biblioteca e pensate di approfondire ogni pezzo esposto nel museo archeologico.

Passeggiare per le rovine fra gli ulivi secolari ha un grande fascino, ma la parte del leone la fa senza dubbio la vista spettacolare sul lago (quindi meglio andarci in giornate serene – ovviamente). Facile pensare a come se la spassassero qui quando c’era davvero una villa: sapevano davvero vivere bene, questi Romani.

Da qui è possibile anche adocchiare qualche scorcio della spiaggia sottostante, dove finalmente un tuffo nel lago non sembra davvero avere niente da invidiare al mare.

È la Jamaica Beach (perché abbia questo nome è per me un mistero) e ci si arriva scendendo dallo stesso spiazzo dove si trova la biglietteria delle Grotte, o, volendo, anche dal centro del paese, proseguendo la camminata lungo il perimetro del lago dopo il Lido delle Bionde.

Jamaica Beach
Jamaica Beach

L’aspetto romantico di questa spiaggia è che non sempre c’è: con i suoi massi chiari a filo d’acqua che digradano nel lago, la sua esistenza è legata al livello del lago stesso e, quando questo si alza, si dice addio alla spiaggia. Ma se avete la fortuna di trovarla, un bagno qui è, a mio parere, irrinunciabile.

Con la Jamaica Beach siamo arrivati sulla punta dell’isola e ho finito il giro delle cose notevoli da segnalarvi. Torno alla partenza – il nostro albergo – per svelare – o meglio, per non svelare – il mistero della Villa: si chiama Villa Ansaldi e pare sia di proprietà di una non meglio identificata famiglia austriaca, ma viene anche affittata (se può interessarvi…).
Googla che ti rigoogla, ho scoperto solo che anni fa ci si è sposata la ministra Maria Stella G., ospite della cerimonia anche Silvio B., che di elicotteri di certo ne sa qualcosa. Solo gossip di scarso interesse, quindi, e nessuna notizia sul misterioso ospite che ci risiedeva durante la nostra vacanza.

La villa del mistero... quasi disvelato
La villa del mistero… quasi disvelato

Un ultimo volo di elicottero e dopo meno di mezz’ora lo si sente ritornare: forse aveva solo dimenticato qualcosa in ufficio ed è andato a prenderla – penso io. Invece non spegne nemmeno il motore e in pochi minuti eccolo che riparte di nuovo: chissà che anche i ricchi dimentichino ovunque il caricabatterie del cellulare proprio come faccio io. E in questi casi sì che un elicottero personale può tornare utile.

Marta è di Milano, lavora come architetta e scrive il blog Archinoia. Si definisce viaggiatrice seriale, lettrice compulsiva, fotografa dilettante e ritardataria cronica.